Sole, mare, sabbia. Finalmente è arrivata la sospirata Vacanza. Facciamo quindi molta attenzione a non rovinarci le giornate con arrossamenti e ustioni dovute ad una eccessiva esposizione.
Non siamo tutti uguali davanti al sole. Ci differenziano il colore della pelle, dei capelli, la tendenza più o meno spiccata all’eritema solare: si parla perciò di diversi fototipi. Le persone con i capelli scuri e la carnagione olivastra di solito si abbronzano più facilmente rispetto ai biondi dalla pelle chiara. Questi ultimi in particolare dovrebbero usare prudenza non solo in spiaggia, ma addirittura prima della partenza e dell’esposizione solare, preparando la pelle ad accogliere i raggi del sole con un’alimentazione adatta. Il betacarotene (provitamina A) è una sostanza che stimola la produzione di melanina da parte dei melanociti; si trova in molti vegetali, in particolare nelle carote, nei pomodori, nella zucca, nelle albicocche, nei melone, nelle bietole, nella cicoria, nei kaki e nei spinaci. Chi ha la pelle molto chiara può ricorrere ad un integratore a base di betacarotene, che di solito si assume a partire da un mese prima dell’esposizione. Questi integratori preparano la pelle all’abbronzatura e poi rallentano la perdita di colore. Questo non significa però che si possa fare a meno della protezione solare, che comunque preserva dai danni immediati dovuti ai raggi ultravioletti, ma anche da quelli a lungo termine, come l’invecchiamento, la comparsa di rughe e l’insorgenza di tumori cutanei.

SCELTA DEL PRODOTTO PER L’ABBRONZATURA
La scelta del prodotto solare l’abbronzatura è condizionata da diversi fattori: il fototipo, l’età (i bambini e gli anziani necessitano di un fattore di protezione più elevato), il luogo dove si intende recarsi, eventuali terapie farmacologiche per uso orale o topico, eventuali patologie che potrebbero peggiorare con l’esposizione al sole. E’ bene pertanto chiedere consiglio al farmacista per individuare il prodotto più adatto, poiché le reazioni di fotosensibilizzazione (disturbi della pelle quando ci si espone al sole) sono sempre più frequenti. Tra i principali farmaci fotosensibilizzanti ricordiamo: alcuni antibiotici, in particolare tetracicline e chinoloni, molto usati per curare le infezioni delle vie urinarie, la pillola anticoncezionale, alcuni farmaci per il sistema cardiocircolatorio, antiacneici come isotretinoina, alcuni antidepressivi e antinfiammatori. Tra i farmaci per uso locale, antiacneici, anestetici locali e antisettici. Se non è possibile sospendere la somministrazione (come nella maggior parte dei casi), l’esposizione va fatta con cautela, utilizzando prodotti per l’abbronzatura ad alto fattore di protezione. In assenza di luce solare, tutti questi medicamenti non provocano alcuna reazione. È bene anche evitare il profumo perché, in caso di reazione di fotosensibilizzazione, comparirebbero macchie anti-estetiche sulla pelle.
Se si è in gravidanza è bene osservare alcuni accorgimenti. Uno dei rischi dovuti all’eccessiva esposizione al sole è quello della comparsa di macchie scure sulla cute: il cloasma gravidico. Le macchie sono causate, normalmente, dagli ormoni sessuali femminili che stimolano la produzione di melanina da parte dei melanociti, e sono localizzate prevalentemente sul labbro superiore, sulla fronte e sugli zigomi; i raggi solari non sono i diretti responsabili della comparsa di questi inestetismi, ma contribuiscono a renderli più evidenti. Ecco perché è bene esporsi utilizzando un prodotto per l’abbronzatura a fattore di protezione molto alto e un cappello che protegga il viso, evitando le ore più calde della giornata.
Il sole aumenta anche il rischio di pesantezza agli arti inferiori e di teleangectasia (dilatazione dei vasi sanguigni), cui sono predisposte soprattutto le donne in gravidanza; una lunga passeggiata sul bagnasciuga nelle ore più fresche della giornata sarà piacevole e salutare.
Per quanto riguarda i bambini, durante il primo anno di vita è bene che non vengano esposti al sole, in quanto la loro cute non è ancora fornita dei naturali meccanismi di difesa.
Da tenere presente che ci si può scottare anche sotto l’ombrellone e nell’acqua. I più grandicelli, con adeguata protezione solare, possono giocare sulla sabbia, meglio se con il cappellino e visiera. È bene anche proteggere gli occhi dei bambini con occhiali da sole dalle lenti scure, soprattutto nei casi di gite in barca o esposizioni prolungate, preferendo prodotti di buona qualità (gli occhiali non sono tutti uguali!). Per tutti i bimbi, però, è necessario evitare la spiaggia nelle ore centrali della giornata, quando i raggi ultravioletti sono più intensi e pericolosi.
OTTO REGOLE PER L’ ESPOSIZIONE AL SOLE
- le prime esposizioni al sole devono essere brevi, poi si può aumentare gradualmente il tempo (sempre con adeguata protezione solare).
- rinnovare frequentemente l’applicazione del prodotti di protezione solare, soprattutto dopo bagni ed esposizioni prolungati.
- non cercare di forzare i tempi dell’abbronzatura, chi ha la pelle molto chiara dovrebbe iniziare con un fattore di protezione molto alto, per poi scendere gradatamente.
- anche i capelli vanno protetti: l’acqua di mare, la salsedine, il vento e la sabbia possono danneggiarli, soprattutto se trattati. Lavarli ogni giorno per eliminare la sabbia e il sale ed applicare un balsamo, meglio se non a risciacquo.
- asciugarsi bene dopo il bagno, perché le gocce d’acqua esercitano un effetto specchio che può favorire le scottature.
- ricordare che ci si può ustionare non solo facendo la lucertola al sole, ma anche giocando sulla spiaggia o facendo il bagno.
- bere molta acqua per evitare la disidratazione, in particolare i bambini e gli anziani.
- la sera, dopo la doccia, applicare sempre un dopo sole.
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