A differenza delle macchine, l’uomo che si allena determina un incremento delle proprie capacità coordinative e condizionali (forza, resistenza, rapidità e flessibilità), migliorando l'esecuzione di un determinato compito motorio sulla base degli stimoli che ha ricevuto.
L'allenamento impegna ogni organo e sistema, promuovendo il loro adattamento. Viceversa, in mancanza di stimoli ogni organismo vivente tende a deteriorarsi.
L'adattamento al carico varia in relazione al tipo di richiesta. Gli esercizi di resistenza stimolano soprattutto il sistema cardiocircolatorio e il consumo di ossigeno (sforzo aerobico); quelli di forza pura (body building) stimolano il diverso reclutamento delle fibre del sistema neuromuscolare. Gli effetti di un'attività fisica regolare e frequente si perdono quando l'esercizio viene sospeso (es. i muscoli di una gamba immobilizzati dalla gessatura si atrofizzano e perdono la loro forza nel giro di pochi giorni).
L’allenamento aumenta la capacità di sostenere un ulteriore sforzo, provocando modificazioni morfologiche, fisiologiche e comportamentali da parte dell'organismo.
La crescita, lo sviluppo e il miglioramento della prestazione si attuano attraverso il principio della supercompensazione, cioè la capacità dell’organismo di adattarsi a carichi di lavoro progressivamente crescenti.
Questo processo comporta una sorta di distruzione e ricostruzione: l'impegno fisico deve raggiungere o superare una certa soglia limite, in modo tale da indurre un forte stress fisico; se il carico applicato è troppo debole, il processo di supercompensazione
può essere compromesso. Durante la fase di ricostruzione, cioè di recupero, si ha la ricostituzione dei “materiali” persi durante l’allenamento. L'organismo si assicura così una maggiore capacità di sostenere le richieste di lavoro successive.

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