Arriva l’estate, dobbiamo abbandonare la protezione offerta dal cappotto ed esporci allo sguardo altrui. Spesso però ci sentiamo insicuri, magari durante l’inverno abbiamo esagerato un pò col cibo, specialmente durante le feste, e adesso la bilancia ci avverte che abbiamo accumulato un certo numero di chili.

Il peso corporeo è il risultato del bilancio tra l’apporto e il dispendio calorico. L’aumento di peso, definibile come “zona di transizione” tra la normalità e l’obesità conclamata, quindi, è dovuto a un bilancio calorico positivo. Questo accade spesso a causa di eccessi alimentari o eccessiva sedentarietà, ma ci sono anche altri fattori che possono contribuire all’aumento di peso, alcuni di natura endocrina, come l’ipotiroidismo e la menopausa, altri di natura iatrogena (assunzione di farmaci che provocano l’aumento di peso), altri ancora sono di natura genetica.
Nelle donne, la massa grassa si localizza prevalentemente su fianchi, glutei e cosce, conferendo il classico “aspetto a pera” (“obesità ginoide”). Nell’uomo, invece, il grasso si deposita spesso a livello del tronco, della radice degli arti, della nuca e del collo. Si parla allora di “obesità androide” o “a mela”.
L’aumento di peso sotto forma di massa grassa, localizzato nella parte superiore del corpo, è più frequentemente correlato con le patologie legate all’obesità. L’Indice di massa corporea, meglio conosciuto come Body Mass Index (BMI), consente di valutare il grado di obesità con una formula: BMI = peso in chilogrammi/altezza (espressa in metri) al quadrato. In un soggetto di corporatura normale il valore di BMI è compreso tra 20 e 25. Oltre 25 e fino a 29,9 si parla di semplice sovrappeso, fra 30 e 34,9 di lieve obesità, da 35 a 39,9 di media obesità, da 40 in poi il problema è veramente grave.
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