Il colon irritabile, detto anche colopatia funzionale, è una forma morbosa in cui non è dimostrabile un'alterazione organica del colon, ma dipende da un'esagerata stimolazione nervosa di esso. Sono generalmente presenti segni di labilità neurovegetativa e psichica su base costituzionale; stress psico-emotivi possono scatenare o riesacerbare la sintomatologia. Colpisce prevalentemente
i soggetti giovani con instabilità emotiva, ma anche
persone ansiose con particolare personalità perfezionista ed esageratamente moralistica.
Il decorso è variabile, continuo e ricorrente. I sintomi principali sono il dolore spastico addominale diffuso e
le turbe dell'alvo. Spesso è presente diarrea con feci contenenti discrete quantità di muco, ma talvolta può comparire stipsi con emissione di feci dure, caprine. Sovente si associano altri disturbi quali nausea, inappetenza, meteorismo, lingua patinosa, depressione psichica, ansia, incapacità
di concentrarsi e cefalea. Lo stato generale comunque è buono. La terapia medica si avvale soprattutto di psicofarmaci ad azione ansiolitica
e antispastica. Importante inoltre è l'abolizione di cibi ricchi di scorie difficilmente digeribili.
Caratteristica del colon irritabile è l'andamento cronico della malattia con periodi di remissione e riacutizzazione.
Farmaci utilizzati:
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Antispastici: hanno la funzione di inibire l'ipereccitabilità della muscolatura liscia dell’ intestino tenue e del colon;
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Antidiarrotici: riducono la motilità ed il transito intestinale delle feci, anche attraverso la riduzione delle secrezioni mucose intestinali;
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Antidepressivi triciclici: hanno
un'azione antidepressiva ed analgesica;
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Procinetici: svolgono
un'importante azione sulla motilità intestinale,
soprattutto quando vi è predominanza di stipsi;
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Farmaci ad azione antagonista sui recettori della serotoninina e conseguentemente sul Sistema Nervoso Enterico.
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