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Pelle e sua struttura: gli strati della pelle

L'epìdermide è lo strato più esterno della cute, di origine ectodermica, costituito da un epitelio pavimentoso stratificato e cheratinizzato formato da più strati di cellule dette cheratinociti, con prevalente finzione protettiva nei confronti dell'ambiente esterno. La funzionalità dell'epidermide è perfezionata da un mantello epidermico, con funzione lubrificante, costituito dai prodotti delle ghiandole sebacee, e da un mantello idrico, con funzione terrroregolatrice, grazie alla secrezione delle ghiandole sudoripare situate nel derma, che si forma di continuo al disopra dello strato corneo della cute. L'epidermide è priva di vasi sanguigni, mentre è ricca di terminazioni nervose, che ne determinano l'elevata sensibilità.
I cheratinociti dell'epidmnide si rinnovano continuamente mediante la replicazione delle cellule dello strato basale a contatto con il derma sottostante. Le nuove cellule che si formano si spostano lentamente verso la superficie e si differenziano. La differenziazíane consiste nell'accumulo di quantità sempre maggiori di filamenti di cheratina nel citoplasma e nel cambiamento di morfologia che trasforma le cellule in lamine appiattite. Tale processo è detto cheratinizzazione o corneificazione. Sulla superficie tali cellule muoiono, si staccano e vanno perdute. Il tempo di transito dei cheratinociti dalla base alla superficie è di circa 20-30 giorni. Nelle sezioni istologiche perpendicolari alla superficie della cute, dalla profondità verso la superficie, si distinguono i seguenti strati:
strato basale o germinativo
strato spinoso;
strato granuloso;
strato lucido (presente solo nel palmo della mano e nella pianta del piede);

strato corneo.


Strato basale. Lo strato basale è fondamentale perché in esso sono presenti cheratinocíti staminali che. moltiplicandosi, sono responsabili del costante rinnovo dell'epidermide. Si ritiene che questi elementi diano origine, per mitosi bivalente, ad una nuova cellula staminale e ad una cellula destinata a differenziare. In questo modo, il numero di elementi staminali viene mantenuto costante e allo stesso tempo vengono sempre forniti nuovi elementi che possono subire il processo di cheratinizzazione. Lo strato basale è costituito da una singola fila di cellule poggiante su di una lamina basale, che lo separa dallo strato dì derma sottostante. Le cellule di questo strato sono di forma cilindrica e presentano un nucleo voluminoso e citoplasma basofilo. Nel citoplasma, al microscopio elettronico, si possono osservare un piccolo apparato del GoIgi, pochi mitocondri, segmenti di reticolo endoplasmatico e filamenti intermedi.

I desmosomi sono punti di contatto intercellulari ove sono coinvolte proteine trans-membrana dette caderine; gli emidesmosomi connettono la superficie basale delle cellule epiteliali con la membrana basale. La proteina di membrana responsabile dell'adesione con la membrana basale negli emidesmosomi è la integrina alfa6beta4, appartenente ad una grande famiglia di proteine che mediano le interazioni cellula-matrice. Nello strato basale sono spesso osservabili cellule in divisione mitotica e le nuove cellule che si formano, spostandosi verso lo strato superiore spinoso, assumono una forma poliedrica.

 

Strato spinoso. È costituito da 5 sottostrati di cellule prismatiche poligonali o ovalari provviste degli stessi organuli delle cellule dello strato basale, ma meno basofilo. Caratteristica di queste cellule è la presenza di protrusioni sulla loro superficie. Questi processi cellulari protendono all'esterno e prendono contatto con quelli delle cellule vicine. In queste cellule i tenofilamenti sono abbondanti, tendono ad aggregarsi in tenofibrille e si irradiano dalla regione perinucleare per concentrarsi a livello dei numerosi desmosomi presenti a livello delle spine che hanno la funzione di aumentare la coesione tra una cellula e l'altra e rappresentano quindi strutture di resistenza meccanica dell'epidermide. Nel citoplasma delle cellule dello strato spinoso sono presenti granuli di diametro variabile da 0,1 a 0,4 micron detti granuli lamellari.


Lo Strato granuloso è formato da 3-4 strati di cellule di forma appiattita. La loro caratteristica specifica è la presenza di grossi granuli densi cìtoplasmaticí di cheratoialina, privi di membrana. Questi granuli, associati ai tenofilamenti, contengono la filaggrina, una proteina che ha la funzione di aggregare fra loro i fascetti di filamenti di cheratina. Anche nelle cellule dì questo strato sono presenti numerosi granuli lamellari che per esocitosi liberano il loro contenuto formando uno spesso rivestimento cellulare. Tale prodotto di secrezione, ricco in lipidi, essendo impermeabile all'acqua è il principale responsabile della funzione impermeabilizzante dell'epidermide. In queste cellule è prodotta anche un'altra proteina: la loricrina, costituita principalmente da glicína e serina, che contribuisce alla formazione dell'involucro cellulare corneificato, caratteristico dei cheratinociti dello strato corneo.

 

Strato lucido. Questo strato dall'aspetto omogeneo e splendente è visibile soprattutto nelle regioni palmo-plantari. È formato da cellule appiattite prive di nucleo, ripiene di grosse gocce di eleidina - sostanza semifluida derivata dalla cheratoialina.

 

Strato corneo. É formato da diversi strati di cellule appiattite, morte, prive di nucleo, e altri organuli che al di sotto della membrana píasrmatica presentano uno spesso strato di materiale detto involucro cellulare cornificato, responsabile della particolare resistenza delle cellule cornee a insulti di tipo sia meccanico, che chimico. L'involucro cellulare cornificato è formato da filamenti di cheratina fittamente legati tra loro e ad altre proteine quali l'involucrina e la loricrina. Lo spessore di questo strato varia a seconda le aree del corpo, ed è molto più spesso in corrispondenza del palmo della mano e della pianta del piede. Negli sfrati più esterni, le cellule morte completamente cornìficate si staccano e infine desquamano.

La crescita e la differenziazione dei cheratìnociti sono influenzate da diverse citochine fattori di crescita, tra i quali il fattore di crescita dell'epidermide (EGF) e l'interleuchina-1 (IL-1), che hanno funzione stimolante, e il fattore di crescita trasformante (TGF) che ha funzione inibente. I cheratinociti stessi sono in grado di produrre fattori di crescita quali il TGF e l'lL.-1 e quindi di autoregolare la loro crescita e il dìfferenziarnento. Tale attività risulta di particolare importanza durante lo sviluppo di tumori e durante i processi fisiologici di riparazione delle ferite.

 


 
 
   

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