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Dieta per l'estate

In estate, con la bella stagione, si tendono a modificare le abitudini alimentari, sia per questioni fisiologiche, che per evitare di stare dietro ai fornelli. Le varia­zioni alimentari sono quindi legate alle condizioni climatiche che indirizzano il nostro palato a privilegiare cibi meno calorici e più freschi.
Il dispendio energetico varia sulla base della temperatura atmosferica e ciò accade perché vi è la necessità di mantenere una temperatura corpo­rea costante. In inverno, con la stagione fredda, le richieste energetiche aumentano, perché l’organismo deve innalzare la sua temperatura. D’estate succede esattamente il contrario, ed è per questo che si riduce anche il consumo alimentare di cibi ricchi di grassi (le scorte di grasso preservano dal freddo!).
In estate i pasti non devono mai essere troppo abbondanti e dovrebbero essere distribuiti, nel corso dell’ intera giornata, in una prima colazione, un pranzo, una cena e due spuntini: uno a metà mattina e l'altro durante il pomeriggio.
Gli spuntini dovrebbero necessariamente comprendere frutta fresca mista di stagione, come i meloni, le pesche, l’anguria e le albicocche; a pranzo i piatti freddi da preferire sono sostanzialmente le insalate miste, la bresaola con rucola e grana, il riso freddo, ecc; Per cena possiamo introdurre qualche pasto caldo, come la pasta col pesto e le melanzane al funghetto. Il cibo caldo, infatti, una volta raggiunto lo stomaco, contribuisce ad innalzare la temperatura corporea.
La dieta per l’estate deve poter essere caratterizzata da cibi poco cotti, limitando il più possi­bile quello che è il consumo e l’apporto dei grassi.
È importante, inoltre, mangiare in luoghi freschi e, dopo aver mangiato, evitare l’esposizione ai raggi solari.
Garantire un apporto adeguato di liquidi, frutta e verdura fresca significa mantenere la normale idratazione, compensando così le perdite dovute alla sudorazione extra. L'apporto idrico, infatti, è uno dei principali problemi che si instaurano durante l’estate, soprattutto in alcuni soggetti come i bambini, gli anziani, le donne in gravidanza e quelle che allattano; in queste condizioni, la quota d’acqua da ingerire non deve mai essere inferiore a 1-1.5 litri al giorno. I liquidi vanno assunti con regolarità per tutto l’arco della giornata, mediante piccoli sorsi, perché bere troppo rapidamente significa aumentare la produzione di urina, con conseguente maggiore possibilità di andare incontro a disidratazione dovuta al fatto che viene eliminata più acqua rispetto a quella che organismo è in grado di riassorbire.

 

 

 

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