La stitichezza (o stipsi) occasionale è un disturbo che può essere trattato in modo adeguato attraverso la dieta, l’esercizio fisico ed eventualmente i farmaci.
In caso di stipsi, il numero di evacuazioni non deve essere superiore a 3 la settimana e, almeno una volta ogni quattro, la defecazione deve associarsi ad un impegno eccessivo della muscolatura addominale. La spinta si associa a produzione di feci dure che nel tempo possono danneggiare il pavimento pelvico e, a lungo andare, provocare malattia emorroidaria o ragadi.
Se è vero che un’adeguata quantità di fibre, di liquidi e di attività fisica ci aiutano a prevenire la stitichezza, non è altrettanto vero il contrario: non basta assumere fibra sotto forma di dieta e fare ginnastica, qualche volta è necessario prendere dei farmaci che stimolino la motilità del colon per favorire la progressione del bolo alimentare a livello dell’intestino. Per questo è importante distinguere quando il disturbo è occasionale e quando invece è cronico.
Nella stipsi occasionale, i rimedi più indicati per risolvere il problema sono i lassativi: tant’è che il 34% delle persone, in Italia, ne fa uso. Tra questi, i lassativi di contatto, come bisacodile e picosolfato sono i rimedi più indicati. Questi farmaci rappresentano il modo migliore per risolvere la stipsi occasionale.
Per chi soffre di stitichezza cronica è invece necessario cercare di modificare il proprio stile di vita, aumentando l’attività fisica e privilegiando
una dieta ricca di fibre. Possono essere utili anche i supplementi di fibra, specialmente quella solubile, che sono spesso disponibili anche in una forma farmaceutica. Se tutto ciò non fosse sufficiente allora si può ricorrere ad un lassativo. In questi casi, il lassativo di contatto (o stimolante) può essere utile periodicamente, associato a fibre e/o lassativi osmotici.
La dieta ad alto residuo è un modello alimentare che presta particolare attenzione alla corretta assunzione di fibre e liquidi, ed è particolarmente indicata nel caso di stitichezza cronica idiopatica.
La dieta ad alto residuo è caratterizzata dall’assunzione di circa 30 grammi di fibra ogni giorno, accompagnata da un apporto di acqua pari a due litri. Si può ipotizzare che, una volta soddisfatte le indicazioni dei LARN relative all’energia totale e alla quota derivante dai carboidrati, l’introduzione di fibra potrebbe spontaneamente aumentare di un 15-20 % rispetto ai valori attuali, senza modificazioni sostanziali nella tipologia degli alimenti consumati abitualmente nella dieta italiana. Un ulteriore incremento sino ad un valore considerato ottimale di 30 g/die sarebbe quindi facilmente raggiungibile dando occasionalmente preferenza ad alimenti integrali o particolarmente ricchi in fibra, quali la crusca, i legumi e la frutta secca.
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