La dispepsia non è una malattia, ma un insieme di sintomi che di solito
vengono avvertiti durante o poco dopo aver mangiato. Vari disturbi possono provocare dispepsia, ma spesso la causa è impossibile da identificare.
In ogni caso, la dispepsia si può definire come una sindrome
caratterizzata da dolore frequente, o cronico, ben localizzato nella
parte superiore dell'addome.
Sintomi della dispepsia
Le persone hanno sintomi diversi e tendono a descriverli con termini
differenti. Ciò che una persona pensa sia un rutto, qualche altra lo
definisce singhiozzo. Se soffrite di dispepsia, potrete avere un
senso di malessere generale o di dilatazione addominale, oppure
avvertire un dolore acuto, sordo o mordente al torace, o ancora vi
può essere bruciore allo stomaco, nausea o rigurgito acido in bocca. Tuttavia, gli attacchi di dispepsia sono in genere
legati al cibo o alle bevande, in alcuni casi i sintomi sono provocati dall'introduzione di aria durante il pasto o durante la masticazione. Il disturbo dispeptico è aggravato se si indossano pantaloni o gonne stretti.
Frequenza della dispepsia
La dispepsia è tanto frequente da essere praticamente universale. Alcune persone accusano uno o più di questi sintomi dopo aver consumato alcuni cibi particolari, come
i cavoli, i fagioli o le cipolle. Altre soffrono di questi disturbi se mangiano troppo in fretta o consumano un pasto particolarmente ricco o abbondante. Le donne gravide sono particolarmente soggette
a dispepsia, così come i forti fumatori, le persone stitiche, gli obesi e gli anziani.
Rischi della dispepsia
La dispepsia è fastidiosa e può provocare dolore, ma
di per sé non è pericolosa. Molte persone hanno dispepsia per tutta
la vita senza altre complicazioni. Ciò che si deve mantenere
controllato è qualsiasi cambiamento del quadro patologico
iniziale. Se il carattere o il tempo della comparsa delle vostre «dispepsie» cambiano, o se diventano più frequenti
(o gravi), può darsi che vi sia qualcosa di diverso rispetto
al tipo di dispepsia cui siete abituati; ciò può indicare un' ernia dello iato, calcoli biliari,
ulcera duodenale o anche (ma molto raramente) un tumore maligno
(cancro) allo stomaco.
Trattamento della dispepsia (fonte: http://aigo.org/lg_dispepsia.htm#4)
Accertata la natura
funzionale della dispepsia, il trattamento farmacologico è indicato
quando la qualità della vita del paziente risulta condizionata dalla
sintomatologia (nonostante le rassicurazioni sulla natura non
organica dei sintomi e dopo l'adesione a direttive non
farmacologiche).
La terapia farmacologica della dispepsia funzionale è
sostanzialmente empirica, basata sul sintomo prevalente:
1)
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in caso di
dispepsia simil-ulcerosa l'uso di antiacidi da scarsi
risultati mentre l'impiego di antisecretori può essere
utile. |
2) |
in caso di
dispepsia simil-motoria l'impiego di farmaci procinetici
può essere utile. |
NB:
Considerazione particolare merita il gruppo di pazienti affetti da
dispepsia funzionale (assenza di lesioni endoscopiche) con
positività per Hpylori . La presenza del batterio si associa
strettamente alla gastrite cronica; l'eradicazione dell'infezione
comporta un netto miglioramento del quadro istologico della
gastrite. Tuttavia non è stata stabilita, in modo definitivo,
l'esistenza di un chiaro nesso tra la gastrite istologica ed i
sintomi dispeptici.
Dai dati disponibili, la dispepsia funzionale è una condizione che
tende a persistere nel tempo: studi prospettici hanno evidenziato
come a distanza di 5 anni dalla diagnosi, quasi il 70% dei pazienti
mostra una persistenza dei sintomi. Nel trattamento della dispepsia
funzionale permangono quindi una serie di questioni aperte su quanto
debba durare il trattamento, se sia preferibile un trattamento
continuo o intermittente, se rivedere o approfondire la diagnosi in
caso di mancata risposta al trattamento.
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