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Le ghiandole salivari

Le ghiandole che producono la saliva, chiamate salivari, sono disposte tutte attorno alla bocca. Esse sono presenti negli animali che vivono nell'aria e sulla terra, mentre mancano negli animali acquatici. Ciò dimostra che nel corso dell'evoluzione delle specie animali, che ha comportato il passaggio dalla vita acquatica a quella aerea e terrestre, esse sono comparse con la funzione iniziale di inumidire la bocca. Nei mammiferi, e soprattutto nell'uomo, esse hanno poi acquistato la funzione specifica di intervenire nella prima fase del processo digestivo. Sono ghiandole tubulo-alveolari composte o acinose, così dette per il loro aspetto che ricorda quello di un grappolo d'uva; possono essere sierose, mucose o miste. Nelle ghiandole sierose gli acini sono formati da cellule non molto grandi con citoplasma denso e ripieno di granuli proteici, destinati alla formazione dell'enzima specifico o ptialina. Nelle ghiandole mucose gli acini sono costituiti da cellule più grandi, trasparenti per la presenza di una sostanza mucosa. Nelle ghiandole miste vi sono acini interamente sierosi ed altri interamente mucosi, con prevalenza degli uni o degli altri.
Le ghiandole salivari dell'uomo si distinguono in minori e maggiori. Le une, piccolissime e molto numerose, sono disposte dappertutto al di sotto dell'epitelio che riveste le pareti della bocca. Le altre, assai più voluminose, non sono contenute direttamente nella cavità della bocca, ma sono disposte attorno ad essa, formando una specie di ferro di cavallo che si estende da un orecchio all'altro. Le ghiandole salivari maggiori sono sempre situate all'esterno della mucosa e riversano la loro saliva nella bocca per mezzo di canali chiamati appunto dotti escretori. Esse sono sei e si distinguono secondo la loro posizione in due parotidi, due sottomandibolari e due sottolinguali.

PAROTIDE

La parotide è la più grossa e la più importante delle ghiandole salivari maggiori; essa ha una secrezione sierosa e deve il suo nome al fatto di essere disposta nelle vicinanze dell'organo dell'udito (para-otos = vicino all'orecchio). La ghiandola riempie completamente una cavità chiamata loggia parotidea e ne riproduce fedelmente la forma. In avanti si estende a ridosso del muscolo massetere con un prolungamento che accompagna il dotto escretore; lateralmente è in rapporto con la cute; in profondità si avvicina e talvolta raggiunge la parete del faringe; in alto è in rapporto con il condotto uditivo esterno e con l'articolazione temporo-mandibolare. Dal rapporto col primo deriva la possibilità della diffusione di fenomeni patologici dalla parotide al condotto uditivo e viceversa. Il rapporto con l'articolazione spiega l'inceppamento dei movimenti della mandibola in corso di infiammazione della ghiandola. La parotide in basso è separata dalla sottomandibolare per mezzo di un setto fibroso. Ha un colorito grigio-giallastro e pesa circa 25 grammi.
La parotide è attraversata da parecchi vasi e nervi: i più importanti sono l'arteria carotide esterna, la vena giugulare e i nervi auricolo-temporale e facciale. Quest'ultimo è il nervo motore che innerva tutti i muscoli mimici, cioè i muscoli che danno l'espressione al viso. Poiché esso non ha un decorso costante nell'interno della ghiandola, ma presenta variazioni individuali da soggetto a soggetto, costituisce un problema non indifferente per i chirurghi, che devono operare sulla ghiandola, facendo attenzione a non sezionarlo.
Dal margine anteriore della ghiandola fuoriesce il condotto di Stenone (dotto parotideo) che porta la saliva dalla parotide alla bocca. Esso decorre sulla faccia esterna del muscolo massetere, quindi ripiega medialmente, attraversa il muscolo buccinatore e la mucosa buccale per sboccare nel vestibolo a livello del secondo dente molare superiore.

SOTTOMANDIBOLARE

La ghiandola sottomandibolare è la seconda per volume tra le grandi ghiandole salivari. Essa è posta sotto il pavimento della bocca in una fossetta scavata nel corpo della mandibola. Come la parotide, ha una forma prismatico-triangolare e il suo dotto escretore, dotto di Wharton, perfora il pavimento della bocca per aprirsi al lato del frenulo della lingua. Importante è il rapporto che questa ghiandola contrae con l'arteria e la vena facciale.
Le cellule secernenti della sottomandibolare non sono tutte di tipo sieroso come quelle della parotide; alcune di esse secernono muco, che dà maggiore viscosità alla saliva. Per questo motivo la ghiandola sottomandibolare è una ghiandola mista, cioè a secrezione sia sierosa che mucosa.

SOTTOLINGUALE

È di gran lunga la più piccola delle ghiandole maggiori. Essa è posta nel pavimento della bocca al di sotto della lingua e determina con la sua presenza quel rilievo che si nota nel solco alveolo-linguale, che è detto piega sottolinguale e che si trova ai lati del frenulo.
Come la sottomandibolare è una ghiandola mista, prevalentemente a secrezione mucosa. Il suo dotto escretore, dotto di Rivino, sbocca insieme con quello di Wharton ai lati del frenulo della lingua.

 

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