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La dieta in gravidanza

A parte il fabbisogno di oligoelementi e la quantità di calorie, è necessario un equilibrio fra i vari tipi di alimenti. La dieta dovrebbe contenere almeno 60 grammi di proteine. Molte gravide mangiano troppi grassi, pochi carboidrati e poche fibre vegetali. Sono quindi necessari programmi educativi per spiegare le linee guida di una dieta appropriata durante la gravidanza. Ad esempio si raccomandano 3-4 porzioni di derivati del latte, 2-3 porzioni di carne, pesce o uova, 3 porzioni di frutta, 4-5 porzioni di verdura od ortaggi, 7-8 porzioni di cereali e legumi.

Carboidrati nella dieta

Sono importanti i tipi di carboidrati nella dieta; essi sono dierttamente correlati alla glicemia materna, alla crescita fetale e all’aumento ponderale della gestante. Il differente indice glicemico dei carboidrati cambia la risposta della glicemia e dell’insulinemia dopo i pasti, così come la risposta glicemica all’esercizio fisico. Nutrendosi con carboidrati ad alto indice glicemico aumenta eccessivamente la crescita feto-placentare e l’incremento ponderale, mentre con carboidrati a basso indice glicemico il peso materno resta normale ed il neonato pesa tra 25 e 50 percentili. Con una corretta composizione di carboidrati nella dieta, si prevengono e si curano l’obesità e l’insulino-resistenza anche dopo la gravidanza.

Pesce nella dieta

Durante la gravidanza è importante la presenza di pesce nella dieta. Le proteine di origine animale presenti nella carne e nel pesce aumentano il peso del feto alla nascita perché contengono grassi mono-insaturi. Uno scarso consumo di pesce di mare dopo 16-20 settimane di gravidanza rappresenta un fattore di rischio per il parto pretermine ed il basso peso del nascituro.
Gli acidi grassi poliinsaturi derivano dall’acido linoleico (n-6) e dall’acido α-linolenico (n-3) e sono i precursori rispettivamente dell’acido arachidonico (a 20 atomi di carbonio) e dell’acido docosaesaenoico (DHA, a 22 atomi di carbonio), importanti per lo sviluppo embrionale.

In passato le donne erano avvertite di diminuire il consumo di sale nella dieta per evitare la pre-eclampsia. Sono stati esaminate tre ricerche randomizzate comprendenti 603 donne. Il rischio relativo di pre-eclampsia arrivava a 1,11 (intervallo di confidenza 0,46 – 2,66) e non indicava particolari effetti del consumo di sale in gravidanza; esso quindi è lasciato alle personali preferenze.

Dopo un anno dal parto, tornano al peso normale tutte le donne che non sono aumentate troppo in gravidanza, che hanno fatto attività fisica sana e regolare, che hanno cambiato la dieta e che hanno allattato.

Raccomandazioni per la dieta in gravidanza

• La dieta deve essere variata: è necessario consumare tutti i giorni alimenti ricchi di ferro, calcio e proteine (carne, uova, legumi freschi, formaggi freschi, pesce di mare) da ridistribuire durante tutta la giornata in cinque pasti, piccoli e frequenti, a distanze regolari.
• Bisogna evitare il consumo eccessivo di zucchero, dolci, cioccolata e frutta.
• Non bisogna mai saltare un pasto, anche in mancanza d’appetito; bisogna evitare il digiuno prolungato.
• È opportuno l’autocontrollo settimanale dell’aumento del peso, che deve essere rapportato al peso pre-gravidico.
• È consigliabile una moderata attività fisica.
• Le donne obese prima della gravidanza devono controllare più spesso la pressione arteriosa, la glicemia, la crescita fetale ed il volume del liquido amniotico; inoltre devono aumentare poco di peso.

Schema di riferimento: Linee guida nazionali di riferimento per l’assistenza alla gravidanza e al parto fisiologico – www.assr.it

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