La fibra alimentare (solubile, insolubile) è l’insieme dei componenti vegetali non digeribili
dall’uomo. La frazione insolubile (cellulosa, emicellulosa e lignina) contenuta nei cereali integrali,
ortaggi e verdura, agisce prevalentemente sul funzionamento del tratto gastrointestinale, ritardando
lo svuotamento gastrico, facilitando la velocità del transito intestinale e l’evacuazione, svolgendo
così un ruolo preventivo- protettivo verso alcune patologie come la stipsi, la diverticolosi e i tumori
del colon-retto. La frazione solubile (pectine, gomme e mucillagini) degli ortaggi e della frutta, può
ridurre e rallentare l’assorbimento intestinale di zuccheri e grassi formando dei gel resistenti,
contribuendo così al controllo della glicemia e della colesterolemia.
I valori medi di introduzione di fibra in Italia sono i 21-25 g/die, mentre quelli considerati ottimali
sono 30 g/die. Per raggiungere i livelli raccomandati è consigliabile consumare più spesso alimenti
ricchi in fibra (ortaggi, frutta, cereali e loro derivati non raffinati), invece di ricorrere ad integratori
anche perchè negli alimenti vegetali sono presenti altri nutrienti dotati di comprovati effetti
salutistici (minerali, vitamine e sostanze non nutritive ad azione protettiva, quali certi composti
fenolici ad attività antiossidante)-(Linee Guida per una Sana Alimentazione, 2003).
Una
controindicazione alla assunzione eccessiva di fibra sotto forma di integratori è la riduzione
dell’assorbimento di vitamine e minerali da essa indotta.
|