In linea generale, un'alimentazione corretta ed equilibrata ci mette al sicuro da rischi di carenza da
vitamine idrosolubili.
Le persone anziane sono un gruppo a rischio di carenza di vitamina D, sia per la mancanza di
esposizione alla luce solare, sia per la diminuita capacità di sintesi endogena. Viene consigliata
l’assunzione di 10 μg al giorno di vitamina D, soprattutto negli anziani istituzionalizzati. Per raggiungere tali livelli con la dieta sarebbe necessario un consumo abbondante di pesce grasso e
uova. In questo caso l’uso di integratori alimentari può essere utile per coprire i fabbisogni.
La supplementazione di vitamina B12 è indicata nel caso di soggetti vegetariani stretti perché essa
è presente solo negli alimenti di origine animale e una sua carenza può essere responsabile di
anemie e neuropatie oltre di deterioramento delle capacità cognitive, specie nella terza età. Per tali
ragioni l’integrazione con tale vitamina può essere consigliata anche negli anziani con stati
carenziali per dieta povera di alimenti di origine animale.
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