Per bronchite si intende un processo infiammatorio a carico dei bronchi che può essere causato da un'infezione, da un'allergia o da fattori chimici e fisici. La forma acuta infettiva è legata nel 90% dei casi a un'infezione delle prime vie aeree (raffreddore, faringite, tonsillite) che poi si può diffondere alla trachea e ai bronchi.
Si parla invece di bronchite cronica quando un soggetto presenta tosse con escreato per almeno tre mesi all'anno da almeno tre anni; le cause sono da ricercarsi in un abuso di tabacco e nell'inquinamento atmosferico; sono inoltre esposti a questa malattia tutti gli individui che sono affetti da malattie debilitanti (diabete, aterosclerosi, malattie cardiache) o da obesità che ostacola il normale svolgimento dei processi respiratori.
L'asma bronchiale è una malattia caratterizzata da difficoltà respiratoria che insorge a crisi parossistiche e che può essere di natura allergica (allergia a pollini, alla polvere di casa, al pelo di animali), di natura infettiva (nei soggetti con bronchite cronica) o di tipo psicogeno, cioè scatenata da stress psico-emotivi.
La broncopolmonite è un'infezione acuta dei bronchi e del polmone dovuta a batteri o a virus, che colpisce soprattutto soggetti con scarse difese organiche come gli anziani e i bambini, i cardiopatici e i malati degenti da lungo tempo a letto.
La tubercolosi è una malattia infettiva dovuta alla penetrazione del bacillo tubercolare nell'organismo. La sua manifestazione più tipica è a livello polmonare ma, negli stadi avanzati, può colpire anche altri organi come il rene, il cervello e i genitali.
DIETA
Nei processi infettivi broncopolmonari acuti di maggiore gravità come la bronchite acuta, la broncopolmonite e la polmonite, si dovrà prescrivere una dieta molto leggera a base di minestrine, semolini, purè, frutta cotta, marmellate e succhi di frutta. Il cibo deve essere leggero, cioè non irritante per lo stomaco e di facile digestione.
Nelle infezioni polmonari croniche, soprattutto nei casi che si associano a grave debilitazione dell'individuo (bronchite cronica, ascesso polmonare), è necessario prescrivere una dieta ricca per sostenere l'organismo, cercando di vincere la riluttanza che questi malati spesso hanno per i cibi. Un'alimentazione esclusivamente liquida non sembra indicata soprattutto nelle forme morbose con abbondante espettorazione; in tali casi sembra più opportuno prescrivere una dieta asciutta, riducendo al minimo certe bevande ed il caffè.
Un cenno particolare lo merita la terapia dietetica della tubercolosi polmonare. Da molto tempo si è abbandonato il concetto della necessità di un'iperalimentazione nel trattamento di tale malattia; le alterazioni gastriche, enteriche ed epatiche che possono conseguire ad un'alimentazione troppo abbondante non possono che essere di danno nel trattamento generale del paziente tubercolotico. D'altro canto è un dato di fatto comunemente accettato che i malati di tubercolosi nutriti in modo insufficiente guariscono meno facilmente e più lentamente.
Un cenno a parte lo merita il trattamento dietetico dell'asma bronchiale: in caso di asma da ipersensibilità alimentare è necessario ricordare che ogni alimento può rappresentare un possibile allergene e provocare una crisi asmatica. Spesso sono cibi usuali come la carne di maiale, i pesci di mare, i crostacei, i molluschi, le uova, il latte, i latticini, le fragole e il cioccolato. Si cercherà pertanto di allontanare quanto più possibile gli alimenti meno comuni, mentre più difficile sarà evitare il latte e le uova. È necessario ricordare inoltre che la manipolazione degli alimenti, soprattutto con lo scopo di conservarli, pone il soggetto allergico a contatto con un'infinità e spesso imprevedibile serie di composti sia naturali che chimici estremamente difficili da individuare.
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