Ai nostri giorni la medicina termale è una scienza che utilizza, al pari di ogni altra disciplina medica, presidi diagnostici e terapeutici resi disponibili dal progresso tecnologico e dalle conoscenze e che promuove la tutela della salute dell'individuo.La medicina termale è pertanto, oggi, quella branca medica che utilizza a scopo terapeutico e riabilitativo le "acque minerali", intendendo, con questo termine, le caratteristiche terapeutiche dell'acqua stessa e non il contenuto di sostanze minerali. Contengono, infatti, sostanze minerali anche le acque di rete, ma non per questo possono essere denominate minerali.
L'attuale classificazione delle acque minerali risale al 1933 e distingue le acque in: oligominerali, solfùree, salsobromoiodiche, radioattive, salse (cloruro-sodiche), solfate, bicarbonate, carboniche, arsenicati, ferrugginose.
Nelle patologie dell'apparato respiratorio (riniti croniche e allergiche, faringolaringiti croniche, tonsilliti e sinusiti croniche e bronchiti) trovano indicazione specifica le acque solfuree, intendendo tutte le acque che possiedono una quantità pari o superiore a 1mg di acido solfidrico per litro. Queste acque sono tra le più studiate e di conseguenza si ha una maggiore conoscenza delle azioni sull'organismo umano. I composti solfùrei vengono assorbiti dall'organismo sia con metodiche interne (bibita, aereosol, inalazioni, irrigazioni ecc.), sia esterne (fango, bagno ecc).
In particolare l'azione delle acque termali si esplica su: a) sistema circolatorio, con riduzione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca; b) meccanismi di difesa del sistema immunitario con aumento della produzione di anticorpi e riduzione dei processi infettivi e produzione di sostante ad azione antiinfiammatoria; c) azione antitossica, con meccanismi di difesa nei confronti di diverse sostanze organiche e metalli quali il piombo, il bismuto, il fosforo, la tossina botulinica e difterica; d) vie respiratorie, con ruolo protettivo sulle mucose.
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